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“SEEDS” FROM THE LIFE OF PADRE DOMENICO BY LORENZO PETRACCA, CHAPTER 2.


CHAPTER 2: "THE STRUGGLE TO BECOME A FRIAR."

Padre Domenico during his life had to fight many battles and go through very sad and difficult moments. Let us not forget that he faced the devil himself, as a child he suffered the drama of the earthquake risking his life; but he also had many difficulties in becoming a Capuchin. In these cases, we would expect Emidio not to be in good health, and therefore, not suitable to be a friar, but in reality he was as healthy as a bull and possessed a robust and strong constitution. The real obstacle to becoming a friar was his father Giovanni Petracca.

In those days (early 1900s) having sons was a real blessing as they were considered more suitable for working in the fields and raising livestock. In fact, Giovanni together with his wife Caterina, owned a lot of land and a few cows with calves but only one son, initially, only Padre Domenico, Emidio, who was born in 1905. Two brothers were born 15 years later, Mario in 1920 and Angelo in 1922.


(The seminary in Vasto, Italy, "Collegio Serafico".)


Therefore, it can be said that Emidio was the only one, until he left for the seminary on November 4, 1921, to help his father and mother in the countryside. Despite the thousand commitments of a farmer's day, Padre Domenico still managed to find the time to go and serve mass as an altar boy. One day Padre Roberto from Manoppello and Padre Lorenzo from Pizzoli arrived in the village as preachers and in the morning, as usual, Emidio served as an altar boy. He put so much dedication into it that, that Padre Lorenzo asked him, "Why don't you become a Capuchin?", and the little boy replied very sadly, "My father doesn't want me to". Fr Lorenzo then decided to intercede with Giovanni for Emidio, but received as an answer, "I'd rather kill him, I won't send him". In the village in 1917, he heard about Padre Pio, and Padre Domenico often told his father that he would have loved to know him and become like him, with the "wounds", that however, years later, as we well know, he would also have. Two years later Emidio committed the theft of the plums (chapter 1) and Padre Gregorio, thanks to his friendship with Giovanni, tried to convince the latter to let Emidio go, but received the usual answer, "I'll kill my son, a friar absolutely not'”.

From this episode on, disputes began between Padre Domenico and his father, and he was often kicked out of the house and forced to spend the nights under the trees or in the barn. One day, he even received a punch in the eye, "I'll give you myself the friar and the nun”.

Emidio, tired of the constant struggles, finally took courage and said, "Up to now you have been in charge, now I'll start to be in charge, if I haven't left by November, I'll close the stable and burn it and I won't speak anymore". Hearing these words, Giovanni wept and the following day, after Emidio had gone to sleep without supper, he asked him, "But what you said yesterday, did you really say it or was it a joke?".

Emidio:" I won't talk anymore, I do!"

Giovanni continued: "I have to sow the wheat, who will sow it?"

Emidio: "I'll sow it, we're done for November".

Giovanni, defeated, grieved and pierced, asked his wife to go and prepare the trousseau and together with Emidio they went to sow.


(Pictured above is the Petracca home in Cese, Italy.)


On November 3, 1921 at 3 pm, Emidio left his native house and together with his father they went to the convent where later, in front of the guardian father, they kissed each other and as Padre Domenico himself admitted, "He cried and I was happy".

In short, Padre Domenico's struggle with his father was really intense and on the day of his first mass, Emidio reminded Giovanni of everything he had to endure in order to follow his vocation. But his father replied that he had to be sure of himself not to do like so many others who have taken the habit.

Was it all a test by Giovanni to test the veracity of the vocation? Or did Padre Domenico announce to Giovanni that he would have other sons, reassuring him? Which it actually was, since Mario was struck by infantile paralysis but Angelo continued to cultivate the land and still today his son Giovanni Petracca (named by Angelo like his father Giovanni) continues to cultivate the lands that belonged to Padre Domenico.

In the next chapter, we will talk about the 1915 Avezzano earthquake, and how Padre Domenico had his first encounter with Jesus, the "stranger with the bloody face".


(Pictured, is the rebuilt church in Cese, a short distance from the Petracca home. Decades earlier, little Emidio was buried beneath the church rubble along with his father, Giovanni after the earthquake of 1915.)


In Italian:

La lotta per diventare frate

Padre Domenico durante la sua vita ha dovuto combattere molte battaglie e attraversare momenti molto tristi e ricchi di difficoltà, non dimentichiamoci che ha affrontato il demonio in persona, da bambino ha sofferto il dramma del terremoto rischiando la vita, ma ha anche avuto non poche difficoltà nel diventare frate. In questi casi ci aspetteremmo che Emidio non godesse di buona salute e quindi non adatto a essere frate, ma in realtà era sano come un pesce e possedeva una robusta e forte costituzione, il vero ostacolo per diventare frate fu proprio suo padre Giovanni Petracca.

A quei tempi (primi anni del 1900) avere nella prole dei figli maschi era una vera benedizione poiché si ritenevano più adatti per lavorare i campi e allevare bestiame. Infatti, Giovanni assieme a sua moglie Caterina possedevano molti terreni e qualche mucca con vitelli ma come unico figlio maschio, inizialmente, solo Padre Domenico, Midiuccio. Solo inizialmente però, perché Emidio nacque nel 1905 mentre i suoi due fratelli nacquero ben 15 anni dopo, Mario nel 1920 e Angelo nel 1922.

Perciò si può dire che Midiuccio fosse l’unico, fino a quando non partì per il seminario il 4 Novembre 1921, ad aiutare suo padre e sua madre in campagna e nei lavori. Nonostante i mille impegni della giornata di un contadino Padre Domenico riusciva comunque a trovare il tempo per andare a servire la messa come chierichetto. Un giorno giunsero come predicatori in paese Padre Roberto da Manoppello e Padre Lorenzo da Pizzoli e la mattina, come suo solito, Midiuccio fece il chierichetto; ci mise così tanta dedizione nel farlo che Padre Lorenzo gli domandò: “Perché non ti fai cappuccino?” e il piccolo rispose con molta tristezza:” Mio padre non vuole”. P.Lorenzo allora decise di intercedere presso Giovanni per Emidio ma ricevette come risposta:” Piuttosto l’ammazzo, ma non ce lo mando”. Nel paese nel 1917 si sentì parlare di Padre Pio e Padre Domenico spesso diceva al padre che avrebbe tanto voluto conoscerlo e diventare come lui, con le “ferite” sogno che comunque anni più tardi, come ben sappiamo realizzerà. Due anni più tardi Midiuccio commise il furto delle prugne (chapter 1) e Padre Gregorio, forte dell’amicizia con Giovanni, provò a convincere quest’ultimo a lasciar partire Emidio ma ricevette la solita risposta:” Ammazzo mio figlio, ma frate non ce lo faccio fa’”.

Da questo episodio in poi cominciarono delle vere e proprie guerre tra Padre Domenico e il padre e fu spesso cacciato di casa e costretto a passare le notti sotto gli alberi o nel fienile, un giorno ricevette persino un pugno in un occhio: “Te lo do io il frate e la monaca”.

Midiuccio, stanco delle continue lotte, prese finalmente coraggio e disse” Finora hai comandato tu, ora comincio a comandare io, se per novembre non sono partito, chiudo la stalla e la brucio e non parlo più”. Sentite queste parole Giovanni pianse e il giorno seguente, dopo che Emidio era andato a dormire senza cena, gli chiese:” Ma quello che hai detto ieri lo hai detto davvero o per scherzo?”

Emidio:” Non parlo più, lo faccio!”

Giovanni continuò:” Devo seminare il grano, chi lo semina?”

Emidio:” Lo semino io, per novembre abbiamo finito”

Giovanni, vinto, addolorato e trafitto, chiese alla moglie di andare a preparargli il corredo e insieme a Emidio andarono a seminare.

Il 3 novembre 1921 alle ore 15 Emidio lasciò la sua casa natia e insieme al padre si avviarono al convento dove in seguito, davanti al padre guardiano, si diedero un bacio e come lo stesso Padre Domenico ammise “egli piangeva e io ero contento”.

Insomma, la lotta di Padre Domenico con suo padre fu davvero intensa e il giorno della prima messa Emidio ricordò a Giovanni tutto ciò che aveva dovuto sopportare pur di seguire la sua vocazione. Ma il padre gli rispose che doveva essere sicuro di sé stesso per non fare come tanti altri che si sono svestiti dell’abito.

Che sia stata tutta una prova di Giovanni per testare la veridicità della vocazione? O Padre Domenico preannunciò a Giovanni che avrebbe avuto altri figli maschi tranquillizzandolo? Cosa che in realtà fu, poiché Mario fu colpito da paralisi infantile ma Angelo continuò a coltivare i terreni e ancora oggi suo figlio Giovanni Petracca (chiamato da Angelo come suo padre Giovanni) continua a coltivare i terreni che furono di Padre Domenico.

Vi aspetto al prossimo capitolo dove parleremo del terremoto di Avezzano del 1915 e di come Padre Domenico ebbe il primo incontro con Gesù dal volto “tutto sangue”.


Lorenzo Petracca


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